Uno degli errori più frequenti nella scelta di un impianto fotovoltaico è basarsi solo sulla superficie disponibile in copertura, senza partire dai consumi reali. Il dimensionamento corretto parte invece da tre elementi.
1. Il consumo energetico reale, non quello stimato
Il primo passo è analizzare le bollette degli ultimi 12 mesi, per capire il consumo annuo effettivo e come si distribuisce tra le stagioni. Un impianto dimensionato su una stima approssimativa rischia di essere sovradimensionato (con energia prodotta e non consumata, quindi meno redditizia) o sottodimensionato (con una copertura dei consumi inferiore alle aspettative).
2. Il profilo di utilizzo durante il giorno
A parità di consumo annuo, una casa occupata prevalentemente di giorno ha un profilo molto diverso da una occupata solo la sera. Questo influisce sia sul dimensionamento dei pannelli sia sulla scelta di un eventuale sistema di accumulo, perché l'energia prodotta durante le ore centrali va sfruttata direttamente, oppure immagazzinata per la sera.
3. Orientamento, inclinazione e ombreggiamenti
A parità di potenza installata, l'energia effettivamente prodotta cambia molto in base a:
- orientamento della falda (l'ideale resta generalmente sud, ma est-ovest può avere senso con l'accumulo, per distribuire la produzione lungo la giornata);
- inclinazione della copertura;
- ombreggiamenti da edifici vicini, camini o alberi, anche solo per poche ore al giorno.
Un sopralluogo tecnico, non solo una stima da satellite, resta il modo più affidabile per valutare questi fattori.
Un errore da evitare
Scegliere la potenza dell'impianto solo in base al tetto disponibile, senza incrociare i dati di consumo, porta quasi sempre a un investimento meno efficiente. Il dimensionamento corretto è sempre un compromesso tra quanto si consuma, quando lo si consuma, e quanto spazio e orientamento offre la copertura.