Prima di dimensionare un impianto fotovoltaico, ha senso chiedersi se i consumi dell'edificio possono essere ridotti a monte: un impianto ben dimensionato su un edificio inefficiente è comunque un investimento parzialmente sprecato.
Il primo passo: capire dove si disperde l'energia
Negli edifici esistenti, le dispersioni maggiori derivano tipicamente da:
- involucro edilizio — infissi datati, coibentazione assente o insufficiente su pareti e coperture;
- impianto di climatizzazione — caldaie o condizionatori datati, poco efficienti rispetto agli standard attuali;
- regolazione — impianti che funzionano senza una programmazione oraria o zone termiche indipendenti.
Perché l'ordine degli interventi conta
Intervenire prima sull'involucro (isolamento, infissi) e solo dopo su generazione e produzione di energia (caldaie efficienti, fotovoltaico) permette in genere di dimensionare correttamente gli impianti successivi su un fabbisogno energetico già ridotto, evitando di sovradimensionare (e quindi sovrainvestire) su un edificio che disperde più del necessario.
Una diagnosi prima di ogni intervento
Una diagnosi energetica dell'edificio, anche non formale, aiuta a stabilire le priorità: individua dove si concentrano le dispersioni maggiori e permette di stimare quale intervento ha il rapporto costo/beneficio migliore, invece di procedere per intuizione o per moda del momento.
Nota sugli incentivi
Le agevolazioni fiscali per l'efficientamento energetico cambiano nel tempo e variano in base al tipo di intervento e di immobile. Prima di pianificare i lavori, verifica sempre la normativa in vigore al momento con un professionista o un commercialista, poiché le percentuali e le condizioni di accesso non sono fisse nel tempo.